Proprio nel giorno in cui AIFA ha pubblicato il 2° rapporto sulla sorveglianza dei vaccini COVID19 (1), con i media italiani che titolano in prima pagina “i vaccini sono sicuri ed efficaci, poche e risolvibili le reazioni avverse” (2), titoli trionfalistici volti a spingere ancora di più l’acceleratore sulla campagna di vaccinazione e a spegnere qualsiasi dubbio o diffidenza fra la popolazione, abbiamo la conferma di quanto già noto da anni: la farmacovigilanzae la sua efficienza sono un problema.
https://www.clivatoscana.com/wp-content/uploads/2017/03/logo.png00clivadminhttps://www.clivatoscana.com/wp-content/uploads/2017/03/logo.pngclivadmin2021-03-12 07:50:492021-03-12 15:01:13ABBIAMO UN PROBLEMA, UN GRANDE PROBLEMA
Gli interventi non farmacologici più restrittivi (NPIs, non pharmaceutical interventions) per contenere la diffusione del COVID-19 sono la chiusura delle attivita’ e le misure di isolamento/ordini di rimanere in casa. Date le consequenze di questo tipo di [scelte] politiche, e’ importante valutarne i relativi effetti. Analizziamo [qui] gli effetti delle misure più restrittive (mrNPIs) sulla crescita dei casi epidemici ben oltre quelli delle misure meno restrittive (IrNPIs).
Metodi:
Prima di tutto valutiamo la crescita dei casi di COVID-19 in relazione ad ogni attuazione di interventi non farmacologichi restrittivi in zone subregionali di 10 paesi: Inghilterra, Francia, Germania, Iran, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Sud Corea, Svezia e Stati Uniti. Usando modelli differenziali con effetti prefissati, isoliamo gli effetti delle misure piu restrittive (mrNPIs) sottraendo gli effetti combinati delle misure meno restrittive (IrNPIs) e delle dinamiche epidemiche dal totale di tutte le misure restrittive. Usiamo la crescita dei casi in Svezia e Sud Corea, 2 paesi che non hanno attuato gli obblighi di isolamento/rimanere in casa e la chiusura delle attivita’, come paesi di paragone per gli altri 8 paesi (16 comparazioni in totale).
Risultati:
L’attuazione di ogni NPIs (intervento restrittivo non farmacologico) risultava associato ad una significativa riduzione della crescita dei casi in 9 su 10 paesi di studio, compresi Sud Corea e Svezia che hanno attuato solo IrNPIs (interventi non farmacologici meno restrittivi). La Spagna non ha riportato effetti significativi. Dopo aver sottratto gli effetti epidemici e IrNPIs, non riscontriamo chiari e significativi effetti benefici di mrNPIs (interventi non farmacologici piu restrittivi) sulla crescita dei casi in alcun Paese. In Francia per esempio l’effetto di mrNPIs era del +7% (95% CI:-5-19%) paragonato alla Svezia e del+13% (-12%-38%) paragonato al Sud Corea (positivo significa in favore del contagio).
Il 95% dell’ intervallo di confidenza escludeva il calo del 30% in tutti i 16 paragoni ed il calo del 15% in 11 su 16 paragoni.
Conclusioni:
Mentre non possono escludersi benefici ridotti, non troviamo benefici significativi sulla crescita dei casi [in presenza] degli interventi più restrittivi. Una riduzione simile sulla crescita dei casi può essere raggiunta con interventi meno restrittivi.
https://www.clivatoscana.com/wp-content/uploads/2017/03/logo.png00clivadminhttps://www.clivatoscana.com/wp-content/uploads/2017/03/logo.pngclivadmin2021-03-07 14:29:562021-03-07 14:29:56LOCKDOWN INUTILE: LO DICE L’UNIVERSITÀ DI STANFORD.
Nonostante i tanti proclami, le promesse di potenziamento dei trasporti, l’obbligo (oltretutto annullato dal TAR ma ignorato dal Governo) di indossare la mascherina in classe, i referenti COVID e i banchi con le rotelle, un anno dopo le scuole italiane si apprestano a chiudere di nuovo. Se per le scuole superiori questa purtroppo è diventata ormai la normalità, con la presenza ridotta e le lezioni a distanza da settembre, a breve anche le scuole primarie saranno chiuse dal “nuovo” Governo Draghi.
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A circa un mese dall’inizio della vaccinazione covid19 in Italia continuano ad arrivare notizie sulla scarsa efficacia e sulla sicurezza da tutto il Mondo.
Abbiamo analizzato la situazione in un nuovo articolo che potete leggere sulle nostre pagine
Telegraph
CHE DISASTRO QUESTI VACCINI COVID!
Nonostante i media italiani sbandierino i numeri della campagna di vaccinazione, quasi a segnare un countdown verso la fine dell’emergenza, continuano ad arrivare pessime notizie su efficacia e sicurezza per i 3 vaccini Covid19 attualmente disponibili in Italia: Pfizer, Moderna e AstraZeneca. Iniziamo dall’efficacia: Il Dottor Fauci ha infatti dichiarato che “i nuovi dati mostrano che i vaccini attualmente sul mercato potrebbero non essere così efficaci per le nuove varianti”, smentendo così quel 95% di efficacia…
Da pochi giorni è stato pubblicato il primo rapporto sulla sorveglianza dei vaccini Covid19 da AIFA (1).
Vogliamo iniziare questa analisi riprendendo le parole dell’introduzione del documento: “Nessun prodotto medicinale può essere mai considerato esente da rischi. Ognuno di noi, quando decide di servirsi di un farmaco o di sottoporsi a una vaccinazione, dovrebbe avere presente che quello che sta facendo è bilanciare i benefici con i rischi.”
Ci piacerebbe chiedere ad AIFA come si concilia la frase “decide di servirsi di un farmaco o di sottoporsi a una vaccinazione” con gli obblighi vaccinali (o ricatti come sta accadendo ad alcune categorie di lavoratori costrette da pressioni psicologiche a sottoporsi al vaccino contro la propria volontà o come accade da anni ai genitori che vogliono iscrivere i bambini a scuola). Ancora una volta nei documenti ufficiali viene garantito il diritto al consenso libero e informato, peccato che poi che la pratica ci dica tutt’altro come abbiamo bene imparato sulla pelle dei nostri figli con la legge 119.
“La scuola è sicura. A Firenze 7 studenti positivi su 12mila test”
Queste le parole dell’Assessore all’educazione del Comune di Firenze, Sara Funaro (1); questo il risultato del lavoro di screening che ha trasformato aule e cortili delle scuole fiorentine in ambulatori e presidi sanitari; questo a dimostrazione,l’ennesima, che le scuole non sono un luogo di contagio.
Bene, esercitazione fatta: scuola promossa…e adesso?
https://www.clivatoscana.com/wp-content/uploads/2017/03/logo.png00clivadminhttps://www.clivatoscana.com/wp-content/uploads/2017/03/logo.pngclivadmin2021-01-22 21:25:292021-01-22 21:25:58La Vita è oltre i DPCM
Saliresti su una macchina che con una “frequenza non nota” può esplodere?
Saliresti su un treno per fare un viaggio se prima di salire ti dicessero che “non è possibile prevedere danni a lunga distanza”?
Assumeresti un farmaco prima di avere una gravidanza dopo che il medico ti ha avvisato che è sicuro perché “quattro femmine di ratto che hanno assunto quel prodotto non hanno avuto problemi”?
https://www.clivatoscana.com/wp-content/uploads/2017/03/logo.png00clivadminhttps://www.clivatoscana.com/wp-content/uploads/2017/03/logo.pngclivadmin2021-01-19 11:09:502021-01-19 11:13:24FACCIAMO UN GIOCO?
Secondo il report dell’Istituto Superiore di Sanità il 66.2% dei morti con Covid19 ha colpito persone con almeno 3 patologie preesistenti. Se restringiamo l’analisi all’ultimo trimestre, dove la malattia per fortuna risulta maggiormente curabile negli ospedali, questa percentuale sale al 76.6% mentre le morti di persone senza patologie preesistenti è scesa allo 0.9% (9 casi) [1]
In questi mesi, in un susseguirsi di bollettini e numeri usati per giustificare i decreti, vari politici e influencer da salotto ci hanno spiegato che i morti con il Covid19 avrebbero vissuto ancora molti anni, addirittura secondo uno studio dell’Università di Glasgow [2] si è stimato in 10 anni l’aspettativa di vita residua media.
https://www.clivatoscana.com/wp-content/uploads/2017/03/logo.png00clivadminhttps://www.clivatoscana.com/wp-content/uploads/2017/03/logo.pngclivadmin2021-01-01 07:37:332021-01-01 07:37:47DUE PESI DUE MISURE, ANCHE PER I MORTI
22 Febbraio 2020: il Covid19 si stava affacciando in Italia e il leader di Italia Viva Matteo Renzi commentò così l’inizio dell’emergenza sanitaria: “Dove sono i novax?”, aggiungendo “Qualche anno fa tutti discutevamo dei no vax, adesso sono scomparsi tutti” [1]
Poche settimane prima il virologo Roberto Burioni commentando i primi casi di infezione espresse il desiderio di “trovare immediatamente un vaccino per vedere gli antivaccinisti implorare la vaccinazione in ginocchio sui ceci” [2]
E l’ossessione di vedere “scomparire i novax” è un pensiero che coinvolge in modo trasversale quasi tutte le forze politiche oltre che i vari influencer da salotto del nostro Paese; lo dimostrano ad esempio le dichiarazioni di Febbraio 2020 dell’ex Ministro della Salute Giulia Grillo in cui, mentre la sanità italiana si dimostrava assolutamente impreparata a gestire un’emergenza, in un’intervista a “Il Messaggero” esultò dicendo “fortunatamente esistono i vaccini e non esistono più i no-vax” [3]
Eppure con l’arrivo in commercio del primo vaccino autorizzato per il Covid19 (Pfizer – Biontech) la politica italiana torna a discutere di un possibile obbligo almeno per alcune categorie professionali a causa della scarsa adesione volontaria secondo i primi riscontri: 20% di adesione nelle RSA di Pavia [4], 1 operatore sanitario su 5 rifiuterebbe il vaccino secondo una stima dell’Ansa di qualche giorno fa [5], molti sindacati delle forze dell’ordine ribadiscono come “la vaccinazione sia una scelta soggettiva” [6] e anche i medici secondo Repubblica vanno “convinti a vaccinarsi” in quanto scettici. [7]
Evidentemente i vari Renzi, Burioni, Grillo e tutti coloro che esultavano e profetizzavano la scomparsa dei novax dimostrano ancora una volta di non avere capito niente sulla questione: nessuno vuole obblighi vaccinali. Non lo volevamo noi genitori per i nostri figli nel 2017 quando il Parlamento in fretta e furia approvava la legge 119, non lo volevano gli insegnanti quando si ipotizzava un obbligo per le stesse vaccinazioni dei bambini, non lo vogliono i medici sulla loro pelle (qualcuno con più coraggio affermandolo pubblicamente, altri meno…) e non lo vuole nessun cittadino che difende il diritto costituzionale dell’autodeterminazione in campo sanitario!
Anche solo il pensare di rendere obbligatorio questo vaccino dimostra ancora una volta il FALLIMENTO della politica italiana, il FALLIMENTO del rapporto di fiducia fra medico e paziente, il FALLIMENTO di tutti i principi cardine della medicina moderna come il consenso informato e la centralità del paziente nelle scelte di cura.
Ed oltretutto ricordiamo che si paventa un obbligo (probabilmente in pieno stile legge 119 con un vero e proprio ricatto per mobilità e possibilità di lavorare) per un vaccino su cui i punti di domanda, nonostante i caroselli dei soliti personaggi in TV da Barbara D’Urso e Mara Venier a fare il lavaggio del cervello ai poveri italiani chiusi in casa senza alcuna utilità, rimangono molti e molto importanti.
Analizzando i dati AIFA delle “caratteristiche del prodotto Comirnaty” (questo il nome del vaccino Pfizer che è già in somministrazione in Italia da pochi giorni”) [8] infatti scopriamo che:
In modo analogo ad altri vaccini già spacciati per sicuri e somministrati ogni giorno a tutta la popolazione italiana (es. anti meningococco) AIFA ci ricorda che Comirnaty è un “medicinale sottoposto a monitoraggio addizionale. Ciò permetterà la rapida identificazione di nuove informazioni sulla sicurezza”
“La durata della protezione offerta dal vaccino non è nota; sono tuttora in corso studi clinici volti a stabilirla”, per cui si potrebbe scoprire dopo averlo iniettato a milioni di persone che la protezione potrebbe durare pochi mesi e che comunque “come per tutti i vaccini, la vaccinazione con Comirnaty potrebbe non proteggere tutti coloro che lo ricevono”
Mancano i dati sull’uso durante la gravidanza (anche se il produttore ci ricorda per fortuna che “gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti su gravidanza, sviluppo embrionale/fetale, parto o sviluppo post-natale”). Come spiegato poco dopo infatti per valutare la tossicità generale è stato fatto uno studio su “ratti che dopo 3 dosi ricevute una volta a settimana hanno mostrato edema ed eritema in sede di iniezione e un incremento di leucociti compatibile con una risposta infiammatoria senza evidenza di danno epatico”
Tossicità: Non sono stati condotti studi di genotossicità o sul potenziale cancerogeno. Si ritiene che i componenti del vaccino (lipidi e mRNA) non presentino alcun potenziale genotossico.
Quindi qualcuno vorrebbe somministrare questo vaccino in modo OBBLIGATORIO anche in assenza di studi di tossicità o di potenziali effetti cancerogeni su tutta la popolazione solo perché il produttore “ritiene che non presentino potenziale genotossico”.
Ma non è tutto, vogliamo ricordare anche che per l’immissione in commercio la sicurezza del vaccino è stata sperimentata su una popolazione estremamente ridotta, ovvero solo 18.242 persone che hanno ricevuto Comirnaty nella fase 2/3 come ricordato a pagina 7 del documento AIFA.
Quando sapremo se davvero efficacia e sicurezza del prodotto sono reali su una popolazione molto più ampia? Lo dichiara il produttore stesso secondo quanto stabilito dal regolamento 726/2004/CE:
Luglio 2021: completare la caratterizzazione del principio attivo e del prodotto finito. Confermare il profilo di purezza, garantire un controllo di qualità approfondito e fornire informazioni aggiuntive sul processo di sintesi degli eccipienti ALC-0315 e ALC-0159
Ovvero il produttore specificherà meglio il principio contenuto nel vaccino quando secondo il piano del Governo questo sarà stato già somministrate circa 16 milioni di dosi di questo prodotto [9]
Dicembre 2023: confermare EFFICACIA e SICUREZZA di Comirnaty tramite relazione finale sullo studio clinico randomizzato controllato verso placebo in cieco.
Solo nel 2021 il piano del Governo prevede di somministrare 27 milioni di dosi di questo prodotto, due anni prima del termine previsto per valutare l’effettiva efficacia e sicurezza di questo vaccino.
Intanto nello studio preliminare in un caso fra 1.000 e 10.000 somministrazioni è stata riscontrata “paralisi facciale periferica acuta” In particolare nel documento si fa presente che “in 4 partecipanti nel gruppo trattato con vaccino è stata segnalata paralisi o paresi facciale mentre nessuna nel gruppo con placebo”
E dagli Stati Uniti, dove le vaccinazioni sono iniziate prima che in Italia, sono già numerose le segnalazioni di reazioni anafilattiche fra i primi vaccinati [10] [11] e la notizia di un ospedale che ha sospeso temporaneamente la vaccinazione dopo alcune reazioni osservate in un arco di tempo ristretto [12].
È davvero possibile contestare chi non vuole obbligatoriamente farsi iniettare questo vaccino?
È davvero civile pensare di ricattare persone SANE a doversi vaccinare con questo prodotto per poter continuare ad avere una vita normale?
Cari politici e cari influencer da salotto: nessun vaccino deve essere obbligatorio, lo dicevamo nel 2017 per la falsa epidemia di morbillo che vi ha permesso di introdurre 6 nuove vaccinazioni obbligatorie, lo ribadiamo oggi per il vaccino covid19 sulla cui sicurezza ed efficacia rimangono moltissimi punti interrogativi.
https://www.clivatoscana.com/wp-content/uploads/2017/03/logo.png00clivadminhttps://www.clivatoscana.com/wp-content/uploads/2017/03/logo.pngclivadmin2020-12-30 11:17:242020-12-30 11:17:24DOVE SONO I NOVAX?
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